18 giugno 2009

ANGELI di STRADA!!

Oggi voglio riprendere a scrivere sul blog... se scrivo sul blog tiro fuori le mie passioni... quindi si parla di musica... se penso alla musica mi vengono i concerti... se penso ai concerti mi viene in mente l'ultimo... ANGELI di STRADA!!
Ci sono cose difficili da spiegare... il perchè io segua gli Angeli di Strada è una di queste!! Perchè? Proviamo a vedere cosa "propongono":


Voce: Valentino
Indiscubitile come voce...ho imparato, scontrandomi con lui a più riprese, che è anche una persona interessante... e sono sicuro, al 100%, di non sapere praticamente nulla di lui... il suo arrivo nel gruppo è il motivo principale per cui sono diventato un seguace... con la vecchia voce giusto un paio di volte per sbaglio... lui è la voce perfetta per gli Angeli... una sola richiesta (partita da un componente del gruppo)... lascia perdere la chitarra =)...ovviamente si scherza, io... colui che ha detto la frase mi sa di no =)
Chitarra e cori: Angelo
Angelo è "l'angelo" che conosco di meno... simpatico, sempre sorridente... l'unico che arriva con almeno 3 chitarre e ne suona sempre una sola =)... e un chitarrista migliore di cosa fa vedere e sentire... in prova ha dimostrato di poter suonare l'eltrrica in assolo... io c'ero, l'ho sentito... e sono pronto a testimoniare!!
Chitarra solista: Luciano
Lui non suona la chitarra. Lui la fa parlare... non importa cosa sta suonando... sempre di leva a fondo manico... Si gioca con Silvio la posizione di "meno informato" del gruppo... se lo chiamate alle 17 per sapere del concerto serale potrebbe rispondervi "Ah sì? Suoniamo stasera?"...
Basso: Silvio
Lui è l'uomo della camicia bicolore, lui è quello "delle basse"... lui NON è quello da chiamare se hai dei problemi per un loro concerto... "E' al coperto? Non lo so, Si mangia lì? Penso, mi informo... A che ora arrivate voi? Ci stiamo organizzando!!" Praticamente qualsiasi cosa gli chiedete lui prontamente NON la sa...
A differenza di Angelo che arriva sempre con 3 chitarre lui, alle volte, di basso non ne porta nemmeno uno...
Tastiere e cori: Ciro
Ciro è Ciro... eterno Peter Pan è colui che si muove tra i tasti in ... bisognerebbe dire in... niente non ci riesco ad abbinare quei colori... diciamo che si muove tra i tasti di due colori differenti!! In comune con il Carletti non ha solo le tastiere... è il più vecchio del gruppo, quello dotato di maggior fascino... ed il più permaloso!! Proprio come Carletti =) ... scherzo!! E' un caro amico...
Batteria: Claudio
"Il miglior batterista della Val Susa" per definizione di un tutt'ora ignoto ammiratore... l'unico personaggio in grado di suonare e rimettere contemporaneamente e farlo, ovviamente, senza perdere una sola battuta... ma, soprattutto, l'unico in grado di uscirsene con frasi del tipo "A momenti non attacco il pezzo perchè ti stavo facendo la foto"... mi stavi facendo una foto, mentre suonavi e te la prendi pure con me??? =)

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4 maggio 2009

...ritorno al blog... 4 maggio...

Oggi, affacciandomi alla finestra, non ho visto giocare a calcio i ragazzini in piazza San Marco, sulla quale guarda la mia casa, tra i resti delle bancarelle che vi tengono mercato il lunedì e il giovedì. In genere, ce n'è una nuvolaglia, affaccendati a correre dietro palle, di tutte le categorie e di tutte le età: scolari delle scuole medie con la cartella dei libri abbandonata in un angolo e le dita macchiate d'inchiostro, garzoni di fabbro con la tuta sudicia di morchia, apprendisti parrucchieri con la chioma lustra di brillantina. Li conosco tutti dai nomi di battaglia che si son dati: «Mazzola» è un tracagnotto biondastro dalla faccia larga e ridente; «Gabetto» un bruno esile e nervoso che ha la specialità di non scomporsi i capelli nemmeno nelle fasi più focose del giuoco; «Bacigalupo» è quello che, in genere, difende la porta, sorprendentemente agile per la sua rotonda corporatura; eppoi «Castigliano», «Menti», «Loik», «Ballarin», «Maroso», e così via. Ci sono, ci sono stati tutti i giorni, in piazza San Marco, a giocare: non so da quando, forse da sempre. Si allenano per la grande partita della domenica, quando si mettono in maglia e mutandine, e allora, ai margini, si raccoglie anche il pubblico dei passanti a guardare. In una di queste partite, uno di essi che si chiamava «Grézar», fu degradato sul campo: cioè i compagni gli tolsero quel nome, e gliene diedero un altro, più modesto. Oggi la degradazione è stata generale. Sparpagliati a gruppetti, ai quattro angoli della brulla piazza, a semicerchio intorno a uno che leggeva un giornale sgualcito, i ragazzini di San Marco avevano ripreso ognuno il proprio nome di tutti i giorni, quello col quale il maestro, a scuola, li chiama a recitare la poesia di Aleardi e il padrone della bottega li iscrive nel sindacato dei «praticanti».

E così «Mazzola» non era più che Dubini Mario, alunno della «quarta B». Era lui che leggeva il giornale ai compagni, sedutigli attorno in semicerchio, e ogni tanto approfittava della ciocca di capelli che gli scendeva sulla fronte per ritirarsela su, e passarsi, intanto, la mano sugli occhi. I suoi compagni più piccoli quelli che, in genere, venivano adibiti, nelle partite della domenica, a raccogliere le palle che uscivano in «fallo laterale» (quante volte ho rabbrividito, alla finestra, vedendoli guizzare fra un tram e un'automobile!) e che aspiravano a diventare, a loro volta, Loik, Gabetto, Bacigalupo e Maroso, stendevano, a una a una, per terra, come un generale distende la sua truppa, le figurine dei popolari giocatori, di cui ognuno di essi è, più o meno, ricco collezionista. C'era un po' di vento, e il pulviscolo di rena, che esso trascinava nella sua corsa, ogni tanto ricopriva una di quelle figurine, minacciando di sotterrarla; ma subito il collezionista la spazzava via, passando col dorso della mano una lieve carezza sul cartoncino e poi soffiandoci sopra, puntualmente. Sono ancora gli unici, i ragazzini di piazza San Marco e di tutta Italia che si ostinano a lottare contro i tentativi della rena di inghiottire i loro diciotto eroi.

E le figurine che li rappresentano nell'atto di calciare la palla o di ghermirla al volo, continuano ad essere oggetto di un affettuoso e reverente mercato, seguitano a passare di mano in mano, come vivificati per l'eternità dalla rispettosa ammirazione che suscitano nei loro giovani emuli. Per la partita del 22 maggio con l'Austria, se si farà, il collega Carosio, miracolosamente scampato al disastro, dovrebbe fare, per i ragazzi di tutta Italia, una trasmissione speciale, ribattezzando col nome degli scomparsi i loro sostituti. - Mazzola passa a Menti; Menti indietro a Castigliano...- dovrebbe egli dire al microfono; ché almeno ai ragazzi non sia tolta l'illusione dell'immortalità. Sono appena cinque giorni che li abbiamo visti giocare l'ultima volta, qui a Milano.

La squadra era incompleta. Ci mancava anche il suo capitano, Mazzola. Ma presente era l'orgoglio della bandiera, e fu questo che non le consentì di ammainarsi. Quella sera, a Milano, serpeggiava lo sconforto perchè la squadra della città rivale si era cucita sul petto, proprio lì a San Siro, il suo quinto scudetto. E già domani l'erba comincerà a crescere sulla tomba di quei diciotto giovani atleti che sembravano simboleggiare una omerica, eterna, miracolosa giovinezza. Come possono rendersene conto i ragazzi di piazza San Marco e i giovani di tutta Italia? Gli eroi sono sempre stati immortali, agli occhi di chi in essi crede. E così crederanno i ragazzi, che il «Torino» non è morto: è soltanto «in trasferta». Ma anche a noi, che con animo di ragazzi abbiamo sempre frequentato e seguitiamo a frequentare gli stadi, sia consentito immaginare i diciotto atleti del «Torino», «in trasferta». Oh, non ci è difficile raffigurarci il grande campo che, lassù, li attende: senza limitazione di posti, lastricato di erba eternamente verde e molle, senza macchie di nuda terra. La squadra campione, con tutto il suo orgoglio di bandiera, ha voluto recarvisi a carico pieno: non solo gli undici «titolari» ha condotto con sé; ma anche sette «riserve», e l'allenatore, e il massaggiatore, e il direttore tecnico, e perfino tre giornalisti.

Vecchie conoscenze attendevano all'aeroporto quel velivolo carico di giovinezza e di speranza. E come facilmente le ravvisiamo! In prima fila Emilio Colombo, l'Omero dello sport italiano, forse l'unico tra noi che abbia serbato, sino a sessant'anni, intatta, la facoltà di credere nell'immortalità degli eroi. È lui, è lui: rossiccio in viso, alto e gagliardo, con lo stesso abito chiaro di gabardine con cui partì per l'ultimo «servizio», e, per la prima volta in vita sua, non si portò al seguito né un baule con sette vestiti, sette paia di scarpe e settanta camicie di ricambio, né una vasta collezione di saponi e profumi, né una vasca da bagno di caucciù. Accanto si tiene, in un gesto di affettuosa protezione, Attilio Ferraris che di poco lo precedette. Ferraris è ancora in «maglietta», perchè in maglietta partì per la grande «trasferta», come Caligaris, mi sembra. Essi non rientrarono, infatti, negli spogliatoi, dopo l'ultima partita casalinga: dallo stadio di quaggiù a quello di lassù, tutto d'un fiato. E Neri ? Eccolo lì, col suo lungo naso. Quella del «Torino» fu proprio l'ultima sua maglia, e non l'abbandonò che per ammantarsi di tricolore, dopo che i Tedeschi l'ebbero fucilato su una collina di Romagna. Ma ora rientrerà in squadra con i compagni; sarà il diciannovesimo campione d'Italia in quest'ultima definitiva «trasferta».

Ascoltate, ragazzi di San Marco e di tutta Italia, ascoltate la radiotrasmissione di Emilio Colombo, che ha ricevuto dalle mani di Carosio, per oggi, il microfono. Domani, poi, ne leggerete le fasi nelle corrispondenze di Casalbore, di Cavallero, di Tosatti, i fedeli bardi di tante imprese gloriose, ai quali lo sport concedeva il meraviglioso privilegio di serbarsi fanciulli sotto i capelli che ingrigivano. «Mazzola passa a Menti, Menti indietro a Castigliano... (e qui la voce si fa concitata, e i ragazzi di San Marco e di tutta Italia si stringono, con gli occhi dilatati dall'emozione e dalla speranza, intorno all'altoparlante)... Castigliano avanti di nuovo a Mazzola che dribbla uno... due... tre avv... goal... goal... ». Chi grida così, chi grida? Siete voi stessi, ragazzi, o il vecchio Colombo, l'unico tra noi che sia riuscito a serbare, intatta, sino a sessanta anni, la facoltà di credere negli eroi ? O tutta la folla di quell'immenso stadio senza limitazione di posti in cui il «Torino» è andato a carico pieno (undici «titolari» e sette «riserve») a giocare la sua ultima vittoriosa «trasferta» ?

Triste è piazza San Marco, calva di alberi, con le sue gialle chiazze di terra senz'erba, con i suoi gruppetti di ragazzi spogliati dei loro nomi di battaglia e senza palla, solo con le figurine allineate tra le pozzanghere. Le due squadre che vi giocheranno domenica hanno deciso di portare il lutto: un segno nero al braccio, sulla maglia. I passanti si fermeranno, come sempre, a guardare; ma invano tenderanno l'orecchio per udire: - Forza Maroso... bravo, Bacigalupo... - nelle fasi salienti della partita. Domenica i giocatori si chiameranno soltanto Dubini Mario, Rossi Francesco, Bianchi Giuseppe, e giocheranno in silenzio, senza apostrofarsi. Domenica, otto giorni soli saranno trascorsi dall'ultima partita a San Siro dove il «Torino», solo a furia di orgoglio, si ricucì sul petto il quinto scudetto che inalienabilmente gli spetta (e voglio veder chi oserà portarglielo via) ma già i primi esili fili di erba saran cresciuti sulle diciotto tombe della squadra in «trasferta». «Forza Torino!», «Vinci Torino!».

di Indro Montanelli

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7 gennaio 2009

TESLA...anzi no...RadioTESLA...anzi no RadioLESA!!

Se ti telefonano per dirti che Danilo Sacco canta con un gruppo che non sono i Nomadi tu cosa fai? Ovviamente cerchi tra i tuoi ricordi le tre serate, datate lontano 2006, in cui si era esibita la "Comitiva Brambilla"... i ricordi sono intensi, vivi nella tua mente... ma ora tutto è cambiato!! E' cambiata la compagnia, è cambiata la tua compagna (...e Dio grazie, ndr), è cambiata la tua auto (perchè nelle foto di quel lontano 31 marzo 2006 appare ancora la mia, per me mitica, Opel Corsa)...è cambiato anche il gruppo... non più la riedizione moderna della COMITIVA BRAMBILLA, ma i nuovi TESLA, anzi RadioTESLA (o RadioLESA?!?)... l'unica cosa, in pratica, a non essere cambiata è la tua voglia di musica, la tua voglia di rock... ed allora pensi "Ci voglio andare, ci devo andare...ci vado!" Partenza diretta dal lavoro (dopo adeguato cambio d'abito in ufficio) insieme al mitico Gillo... direzione casa di Lalla, poi Cassinasco birreria "Il Maltese"... arriviamo verso le 21.30 circa e, dopo i saluti al mitico Valerio Giambelli (Statuto) e quelli a Danilo (e compagna ovviamente) ci sediamo per un lauto pasto... oddio lauto... oddio pasto... diciamo un discreto spuntino dai... due patate fritte, un pezzo di carne, del pane ed una birra... poi si scende... sono circa le 22.00, ma la musica non inizierà fino alle 23.00... ma alla 23.00 però... "Just Rock'n'roll":

  1. Baba O'Riley
  2. One more time
  3. I won't back down
  4. Save tonight
  5. Small town
  6. All the wrong reasons
  7. Ships
  8. Radio nowhere
  9. Country gentleman
  10. Free fallin
  11. Golden heart
  12. I'm on fire
  13. Gettysburg
  14. You shook me all night long
  15. Sweet home Alabama
  16. Run to you
  17. Can't find my way home
  18. Biko
  19. Bad to the bone
  20. On the road again
  21. Johnny be good
La scaletta si commenta da sola... la voce di Danilo Sacco direi anche...Valerio Giambelli alla chitarra...bhè...Adamo Bono lo avevo già sentito l'anno scorso nelle date COMITIVA ed al basso vi posso assicurare che si difende bene...la vera "new entry" era il batterista Gianluca Rosso... davvero un grande batterista con cui, a fine serata, ho avuto il piacere di scambiare quattro parole veloci ma, sopratutto, di ottenere come ricordo le bacchette...per un "quasi" collezionista come me non è poco!! A presto RadioTESLA... o RadioLESA?!?

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29 dicembre 2008

RadioFESTA [raduno Retrofreccia]

Sabato 27 dicembre... in pieno clima post natalizio i Retrofreccia "Radiofreccia Fans Club" hanno deciso di fare il raduno invernale... luogo? Il ristorante "La Villa" in quel di Narzole dove alla festa delle ciliege vi era già stato il raduno estivo.
Appuntamento ore 20.00 per la cena... così verso le 19.00 sono andato a casa del mio "mommo" (questa è una lunghissima storia) ed abbiamo intrapreso il viaggio... grazie alle nostre doti di "esploratori" ed al foglio internet scaricato da www.Viamichelin.it abbiamo visto che di comprare un navigatore non se ne parla... troppo bello viaggiare così!!
Arriviamo puntualissimi e troviamo i primi volti noti... Simone, Sara e Barbara già nel parcheggio... ma gli occhi di qualcuno sono tutti per i nuovi stivali... NO COMMENT!!
Dentro al ristorante ci siamo davvero tutti..tranne il tastierista dei Radio!! Ma Max? Si va in Olanda così? Pazienza... oggi si fa a meno... ci sono comunque 3 enormi tavolate, un centinaio di persone abbondanti...
Al tavolo cominciano le risate... discorsi piccanti di ogni genere basati sopratutto sull'eterno scontro di generazioni (19 la mia piccola, 38 la "mamma" Mary, passando per i 27 miei e di Simone, ed i 30 di Erica...)... negli intermezzi comici c'è anche il cibo... tutti gli antipasti, due primi (il mio più di Sabrina), tre secondi (il mio, quello di Sabrina e parte di quello di Erica), dolce e caffè... ma poi in fondo... siamo qui per la musica no?

Figlio di un cane
Bambolina e Barracuda
L'amore conta
Ho perso le parole
Happy Hours
I duri hanno due cuori
Piccola stella senza cielo
Salviamoci la pelle
L'odore del sesso
I ragazzi sono in giro (canta Giovanni "Joe" Cagnolatti)
Ho messo via
Sarà un bel souvenir
Le donne lo sanno

Acustico (Ti sento, Buonanotte all'Italia)

Uralando contro il cielo
Tra palco e realtà
Marlon Brando
Certe Notti (spagnolo grazie...)
Balliamo sul mondo

DEVASTO GENERALE (con "Joe" Cagnolatti e Serena Sarotto... le canzoni non le ricordo)

Sogni di Rock'n'Roll

La serata è stata davvero stupenda... la donna, tanti amici, un pò di alcol nel corpo e tanto Liga... si può chiedere di più dalla vita? Non credo... e poi, in fondo, chi si accontenta gode... (así así...)

PS: devo fare ammenda... con troppe cover da seguire ho abbandonato i Vietato Copiare... saputo che Joe si ritirava dal palco (spero che riveda la scelta in futuro) mi è dispiaciuto molto... così ho lavorato un pò "nascosto" per farlo salire sul palco con i Radio ottenendo una performance di tutto rispetto... sono davvero soddisfatto!!

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24 dicembre 2008

Ritornerò... [annessi e connessi del mio dicembre]

Ok... dicembre è stato un mese un pò difficile e quindi il blog l'ho davvero trascurato... ho saltato i resoconti di ben due live (11/12 gli Ora-X alla Sacra Birra e il 20/12 gli Angeli di Strada al Dan Donnely's)... non vi ho detto che ho letto gli ultimi due libri di James Patterson (l'ultimo "Il sesto colpo" è davvero stupendo)... non vi ho detto che prenderò finalmente lezioni di basso elettrico "serie"... in pratica non ho detto nulla del mio dicembre a quei pochi che leggono questa mia "finestra sul mondo"... che dire? Ho trovato il tempo di rinnovare un pò la grafica, ma ci devo ancora lavorare quindi non prendetela come definitiva... per il momento vi auguro di passare un sereno Natale... e, come direbbe Max Pezzali, RITORNERO'...


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8 dicembre 2008

Sulle Tracce...del Toro e dei RadioFreccia!!!

Il titolo del mio post, confuso anzichè no, sintetizza in poche parole il mio weekend... sabato sera sono andato in quel di Chianocco (Pub "Il cotonificio") per assistere all'esordio delle TRACCE, il gruppo fondato da Davide Fracavallo e Cristiano DeCol (ex batterista ed ex cantante dei più noti "Angeli di Strada", altra cover nomade del valsusino). Mi piacerebbe poter dire che mi sono divertito per via della musica... ma non sarebbe la verità... mi sono scassato dal ridere parlando di musica con Claudio Castiglia (a detta di alcuni il miglior batterista della ValSusa ricordatelo!!)... discorsi vari che passano dai Toto al Banco del Mutuo Soccorso (ti ho stupito vero Claudio? Ne ascolto tanta di musica... il Banco non potevo non conoscerlo...)... ma il concerto direte voi? Mediocre... impianto pessimo, chitarre praticamente nulle (nonostante alla chitarra ci sia un maestro qual'è Silvio Vaglienti... con l'acustica ti fa venire la pelle d'oca, ma con l'elettrica non mi entusiasma per così dire...), il basso era normale, equilibrato, ma nulla più... con le ottime voci che girano su questo Luca Pisu mi aspettavo di più... spero di aver l'onore di parlargli un giorno, tanto per vedere se, come penso, viene solo a fare "marchetta"... perchè se suona solo così non mi spiegherei quelle voci...

Che dire ancora? La violinista è tanto carina quanto inutile quando imbraccia la chitarra mentre Davide e Cristiano ben li conoscevo e sono stati sui loro buoni livelli... ed arrivo così alle tastiere ed al tastierista, vera sorpresa della serata... venuto giù con una dotazione da paura (ben 5 tastiere) si è dimostrato veramente all'altezza della situazione nonostante i suoi soli 20 anni... decisamente il migliore del gruppo senza mezzi termini... spero di risentirli presto per una valutazione "migliore"... ma sono sicuro che loro non si preoccuperanno di questo articolo... primo, difficilmente lo leggeranno, secondo io di musica, come dico sempre, non capisco un caXXo!!!

1. La mia terra

2. Una storia da raccontare

3. La vita che seduce

4. Gli aironi neri

5. Dove si va

6. Amore che prendi amore che dai

7. Oriente

8. Io voglio vivere

9. Ma che film la vita

10. Ricordati di Chico

11. Per fare un uomo

12. Il vecchio e il bambino

13. Se non ho te

14. Ci vuole un senso

15. Marinaio di vent'anni

16. Sangue al cuore

17. Salvador

18. Il re è nudo

19. Mercanti e servi

20. Soldato

21. Ti lascio una parola

22. Il fiore nero

23. Noi non ci saremo

24. Canzone per un'amica

25. Dio è morto

26. Io vagabondo

27. No woman no cry

29. Te Deum

La domenica "sportiva" l'ho passata fuori dallo stadio... a vedere la curva contestare... ma essere del Toro vuol dire fede e amore dice una canzone... quindi non smetterò di andare orgoglioso della mia fede e della mia passione...

"...e se l'ovale ce l'hanno ucciso,
noi sullo scudo siamo rinati...
da cento anni non ci arrendiamo
perchè noi siamo Torino FC..."


La parte migliore del weekend è stata quindi senza dubbio l'inaugurazione della sala prove MiViDA Music di Grugliasco, dove hanno suonato i "miei" Freccia...pochi pezzi ma di notevole intensità... non senza qualche sbavatura (acustica non buona, Giorgio non si sentiva e non hanno fatto un adeguato soundceck...) ma come sempre spirito e presenza scenica da paura oltre ad una grande sezione ritmita capeggiata dal solito batte-batterista (Andrea DeVe-DeVenuto) e da un Matteo "Tumolatti" Tumolo in grande spolvero davanti agli amici... la foto del giorno se la meritano lui il suo basso ed il suo sorriso... no, tranquilli, non ho cambiato sponda... ma per le donne dovevo citarlo il sorriso di questa foto vi pare?

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29 novembre 2008

Ubuntu...

Ho deciso di dedicare il mio template a Linux Ubuntu... così come sto dedicando il mio tempo alla scoperta di questo bellissimo sistema operativo...
Ubuntu è la massima libertà di espressione (perchè Linux è personalizzabile praticamente in tutto) associata però alla funzionalita ed alla tanto amata grafica "finestrale"... che dire? Ottimo anche per chi d'informatica ne capisce poco e vuole sperimentare qualcosa che non sia sotto l'impero di Bill Gates...


In a world without doors and walls,
what they means windows and gates?

In un mondo libero (senza porte e muri)
che senso hanno finestre e cancelli?

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